Vitiligine e Ginkgo biloba

 

La vitiligine è una malattia della pelle non contagiosa, ad eziologia quasi sicuramente autoimmune, ma ad origine sconosciuta, anche se si sospetta sia ereditaria e genetica, caratterizzata dalla comparsa sulla cute, sui peli o sulle mucose, di chiazze non pigmentate, ovvero di zone dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta al pigmento, la melanina, contenuto nei melanociti. I melanociti, forse attaccati dagli anticorpi, resterebbero vitali, ma smetterebbero di produrre melanina.

Le chiazze sono generalmente diffuse su tutto il corpo spesso in modo asimmetrico. Gli esordi della vitiligine interessano solitamente le zone del corpo intorno ad aperture (intorno a occhi, ano, glande e genitali) e alle unghie (sulle dita, partendo dalle estremità), e più in generale: viso, collo, mani, avambracci, inguine.

Le macchie hanno colore decisamente bianco, con margini ben delineati e piuttosto scuri, ma la pelle delle zone colpite a parte la modificazione cromatica è assolutamente normale, meno nelle zone ricoperte da peli, dove sovente se ne nota lo sbiancamento e la parziale caduta o il diradamento (peli della barba). A volte compare anche prurito. Non potendosi proteggere mediante abbronzatura le zone bianche sono facilmente soggette a eritema solare e scottature, come la pelle di un neonato o di una persona con albinismo: se ne consiglia la protezione mediante copertura tessile (indumenti coprenti) e/o creme ad altissima protezione (fattore superiore a 40), se si trascorre molto tempo al Sole. È completamente infondata la credenza che tale malattia sia contagiosa.

Ben più complessi possono essere invece i risvolti psicologici di chi è affetto di vitiligine, per il senso di isolamento e depressione che a volte segue la comparsa delle macchie. Ciò è tanto più vero quanto la persona affetta da vitiligine si sente diversa dalle altre o addirittura rifiutata, osservata per il problema estetico che le macchie generano. La cosa ha più probabilità di verificarsi nella misura in cui le macchie sono poste in parti del corpo molto visibili (volto, collo, mani) e la persona è di carnagione scura; chi invece è già di carnagione molto chiara riesce a evitare di evidenziare le macchie con la semplice accortezza di non esporsi al sole e non abbronzandosi dove ancora ha pigmento. (Fonte Wikipedia)

Un aiuto dalla natura

Ginkgo Biloba

E’una pianta della provincia di Zhejiang nella Cina orientale, ormai ampiamente conosciuta tra gli erboristi di tutto il mondo. Questa strana erba che è quasi come un fossile vivente, è stata attentamente studiata per le sue proprietà medicinali per il trattamento della vitiligine.

La ricerca finora indica che l’erba può aiutare non solo per fermare il progresso della malattia, ma anche la ri-pigmentazione della pelle. Alcuni ricercatori ritengono che queste affermazioni possono essere sostenute a causa delle peculiari proprietà delle erbe come modulatrici del sistema immunitario e antiossidante. La ricerca ha anche indicato che i principi attivi nel gingko biloba sono rilassanti e portano sollievo a molti processi infiammatori e allergici.Negli studi in cui il gingko è stato messo a confronto con il placebo i soggetti hanno dato ragione al ginkgo. Per quanto riguarda il metodo di applicazione ci sono prove schiaccianti che suggeriscono che l’assunzione orale di Ginkgo Biloba è più efficace e preferibile all’applicazione topica.

Prodotto Ideale..

ANTIOSSIDANTI: Spesso nello schema terapeutico della vitiligine vengono inseriti altri prodotti ad azione antiossidante e genericamente protettiva cutanea.

 

 

 

 

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